Reading con l’autore di «Uomini e fiumi, storia di un’amicizia finita male»

 
“Noi dipendiamo dai fiumi adesso come 8000 anni fa, solo che non ce ne rendiamo più conto”: così Stefano Fenoglio aprirà il suo reading sabato 5 aprile a Forlì nell’ambito di Storie di fiume, la rassegna che vuole ricostruire il rapporto uomo-fiume così profondamente deteriorato.
L’autore di «Uomini e fiumi, storia di un’amicizia finita male» (ed. Rizzoli) passeggerà tra le sponde del Montone e del Rabbi, al margine del Parco Urbano di Forlì, gravemente alluvionato nel 2023, per ribadire un concetto a lui molto caro: “i fiumi sono l’ambiente naturale cui la nostra specie è più debitrice, ma nessuno sembra ricordarselo. Noi temiamo le cose che non conosciamo e l’unico modo per esorcizzarne la paura dei fiumi è tornare a conoscerli”.

Ricostruire la consapevolezza del tessuto idrogeologico del nostro territorio è la mission di Storie di fiume, un calendario di eventi che scorre dalla sorgente alla foce organizzato da Trail Romagna con i patrocini della Regione Emilia Romagna e del Comune di Forlì, e che, grazie al sostegno del Consorzio di Bonifica della Romagna e di Romagna Acque, è a partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria sul sito www.trailromagna.eu.
Il percorso di complessivamente 5 km, partirà dai chiostri di San Mercuriale dove alle 15.30 è previsto ritrovo, accreditamento e consegna delle audioguide.

Nato a Bagnolo Piemonte (Cuneo) nel 1970, Stefano Fenoglio ha conseguito la laurea con lode in Scienze naturali nel 1993 presso l’Università degli Studi di Torino e il titolo di dottore di ricerca in Scienze ambientali – Acque interne e agroecosistemi nel 2002 presso l’Università del Piemonte Orientale. È autore di oltre 200 lavori e primo autore del testo universitario Ecologia fluviale. Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Torino, DBIOS, è cofondatore del Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini (ALPSTREAM/Parco del Monviso). Svolge numerose attività didattiche presso diversi atenei italiani ed esteri ed è frequentemente ospite di programmi tv e giornali quando si parla di siccità, alluvioni, emergenze idriche. Le sue ricerche si incentrano soprattutto sugli ecosistemi fluviali.